Intervista al Trio Medusa (”Orizzonti”, giugno 1999)
Se per voi la domenica pomeriggio è sinonimo di noia, sonno, ozio forzato più che goduto e un incessante zapping alla tv per seguire i risultati delle partite, non vi è mai capitato di accendere la radio sulle frequenze di Radio Capital. Il Trio Medusa (Furio Corsetti, Gabriele Corsi e Giorgio Daviddi) tiene banco dalle 14 alle 18 con «La Medusa Sportiva», uno show esilarante in cui gli ascoltatori vengono aggiornati sulle competizioni sportive più disparate: non solo l’irrinunciabile campionato nazionale di calcio, ma anche il giro del Molise in monopattino o il torneo di salto della pozzanghera della provincia di Bolzano. E c’è dell’altro… Si ride e si scherza, si gioca al demenziale gioco del vocabolario con chi chiama da casa, e ci si scambiano figurine di calciatori in diretta. Inoltre piovono notizie e curiosità, sportive e meno sportive. Finti scoop e interviste con personaggi di spicco, telefonate deliranti nei bar di tutta Italia per chiedere a cassiere possibilmente incompetenti di giocare insieme la schedina. Ed altro ancora…
Siamo andati negli studi romani di Radio Capital dove Giorgio, Gabriele e Furio, reduci dall’ennesima farneticante trasmissione, ci ricevono e ci concedono l’intervista (pregandoci di non fare domande di geografia o di letteratura latina).
Radio Capital e «La Medusa Sportiva» vi hanno offerto la possibilità di farvi conoscere e apprezzare in tutta Italia, nell’insolita veste dei sedicenti “giornalisti sportivi sulla notizia”.
GD: Linus, all’epoca direttore artistico, non aveva nessuno che si occupasse di sport. In più era luglio, e d’estate non c’è tanta gente che vuole trasmettere di domenica. Fatto sta che ci ha ingaggiato, dimostrando chiaramente di non aver mai ascoltato una trasmissione del Trio!
FC: Per convincerci, è bastato nominare i soldi. Quando ci hanno comunicato il compenso, ci siamo guardati e abbiamo detto che si poteva fare, dividendo per tre era una cifra tutto sommato abbordabile pur di lavorare in un network così importante. Solo in un secondo momento ci hanno spiegato che quei soldi non li dovevamo pagare: erano per noi…
GC: Comunque lo sport non è la nostra ambizione. Il nostro primo obiettivo rimane un sistema di irrigazione decimale, con le virgole. Lavoriamo molto sui vasi comunicanti, cioè sui cessi. E’ proprio lì che vengono le idee e i video migliori.
Per spiegare a chi non vi conosce come si svolge un programma del Trio Medusa, spesso si ricorre alle somiglianze con la Gialappa’s Band. Che rapporto avete con i ragazzi di «Mai Dire Gol»?
FC: Abbiamo solo un punto in comune: siamo in tre, come loro. Per il resto mi vengono in mente solo differenze, a cominciare dal fatto che loro sono bravi.
Prima di approdare alle frequenze nazionali, voi eravate uno dei fiori all’occhiello di Talk Radio, la radio romana di Michele Plastino. E lì vi occupavate della vostra vera passione: i cartoni animati.
GC: Eh, sì. E’ quello che vogliamo fare da grandi, dopotutto.
GD: Lo sport è bello da fare e da vedere. Ma alla lunga commentarlo ci annoia.
FC: E poi è tutto un magna-magna. Si sa che lo scudetto l’ha già vinto la Juve!
Quindi è con i cartoni animati che avete cominciato a diventare un piccolo fenomeno di culto, almeno nella capitale.
GD: Beh, proprio piccolo piccolo.
GC: Per non dire a mia madre che vado a fare radio, le chiedo dei soldi facendole capire che mi servono per la prostituta giù all’angolo. Non posso farle sapere della radio, mi vergognerei troppo!
Come tutti i supereroi, anche Furio, Gabriele e Giorgio hanno delle origini particolari. I Fantastici Quattro nascono dalle radiazioni cosmiche di un viaggio spaziale: il Trio Medusa come nasce?
FC: siamo mutanti gelatinosi provenienti da un’altra galassia.
GC: liceali timidi e introversi, durante un esperimento di chimica fummo punti da un ragno radioattivo… Ah no, quello era l’Uomo Ragno!
GD: Il Trio Medusa nasce in maniera illegale, nel 1993. Tre amici ventenni si annoiavano da morire in vacanza a Marina Velca. Potevamo scegliere fra il circolo velico di Tarquinia, il minigolf e qualche fanatico giovane tennista che ci voleva sfidare per vantarsi del 6-0, 6-0. Poi ci sentivamo emarginati, perché lì eravamo gli unici senza un avviso di garanzia. Quindi abbiamo montato un’antenna sul tetto della casa di Furio, abbiamo costruito un trasmettitore, recuperato un microfono del Canta-Tu con tanto di adesivo di Fiorello, l’abbiamo attaccato al mixer e siamo partiti trasmettendo un pezzo di Toni Pagano e uno di Pato. Naturalmente non avevamo una frequenza, quindi abbiamo invaso quella di Radio Maria pensando che alle due di notte non avremmo dato noia a nessuno. E invece oltre a Radio Maria abbiamo fatto arrabbiare anche i contrabbandieri, perché pure loro si servivano di quelle frequenze!
Come tante rockstars che dopo un periodo passato in uno studio a registrare un album sentono la necessità di fare un tour, anche il Trio Medusa ogni tanto ha bisogno di un appuntamento live per incontrare da vicino il suo pubblico.
GC: Sì, il Cartoon Party. Coinvolgiamo il nostro fido Dj Osso (che è anche un giocatore professionista di calcio a 5!) e il doppiatore Fabrizio Mazzotta (voce di Krusty il Clown, Puffo Tontolone, Mizar ecc. nonché ex conduttore radio di «Un etto di fumetto»), e la gente si scatena…
GD: Il primo Cartoon Party retribuito in assoluto lo abbiamo fatto a casa della cugina di Gabriele, nel 1994. Volevamo organizzare una festa in cui si potessero ballare le canzoni che noi avremmo da sempre voluto ballare, ma che nessuno aveva il coraggio di proporre. E così, riscoprendo valori antichi (delle elementari), abbiamo mischiato Goldrake e Raffaella Carrà, Heidi e i Ricchi e Poveri…
FC: Avevamo addirittura contattato Mal, dato che faceva una serata di capodanno in una pizzeria sotto casa mia, al Trullo. Ma ci ha dato il due di picche.
L’identikit del Medusa fan più irriducibile, che non perde mai un Cartoon Party?
GD: Guardaci!
FC: Come noi, ha poca dimestichezza con le donne. E viene al Cartoon Party pensando di rimediare almeno per la serata (perché noi così gli facciamo credere).
GC: D’altronde pure a noi hanno detto che facendo radio si rimorchia…